La chiesa SS. Annunziata dei Catalani fu costruita in epoca normanna, tra il 1150 e 1200, sulle rovine dell’antico tempio di Nettuno, molto venerato e meta di pellegrinaggio per i naviganti i quali, approdando a Messina, offrivano i loro voti. Convertitasi la città al cristianesimo il tempio sarebbe stato consacrato alla Vergine Annunziata e, durante la lunga parentesi saracena, trasformato in moschea araba, per essere nuovamente restituito al culto cattolico dopo l’avvento dei Normanni.
Denominata anche “Annunziata di Castello a mare” o di “Castellammare” per la sua vicinanza all’omonima fortezza ubicata a guardia dell’insenatura del porto e della darsena, nel secolo XIII fu accorciata con arretramento della facciata, probabilmente a seguito di un terremoto e sulla nuova parete vennero inseriti i tre portali, il mediano centinato e i laterali architravati con arco di scarico. Nel 1271 ospitò temporaneamente i padri domenicani.
Restaurata in epoca aragonese fu elevata al rango di cappella reale ed immune da ogni ordinaria giurisdizione, veniva assegnata dai re, che si succedevano di volta in volta, a persone o congreghe di loro gradimento.